E’ stato presentato l’accordo triennale di collaborazione tra i settori giovanili della Fortitudo 103 e della SG. L’accordo fra Sg e 103 sulle giovanili porterà, per quanto le realtà restino parallele ma con l’obiettivo futuro di diventare un unico bacino, a dare un doppio possibile sbocco ai giocatori delle giovanili.

Stefano Tedeschi, Fortitudo Pallacanestro 103“E’ un grande piacere ed un impegno che avevamo preso già ad agosto, ovvero ricreare un bel rapporto con quella che è comunque la Casa Madre. Era un impegno preso anche con l’Arcivescovo, avevo detto che mi sarebbe piaciuto arrivarci prima di giugno ed è stato positivo arrivarci senza chiedere la sua intermediazione. Ringrazio Andrea Bianchini e il suo staff, così come quello della Academy. Tante volte sento che tutti sono bravi quando arrivano i risultati, ma dietro a questa attività ci sono i miei soci, persone incredibili che hanno iniziato una avventura non facile, ma che è diventata una scommessa vinta grazie a loro. Se le cose vanno in questo modo è perchè qualcuno è intervenuto: si perde e si vince tutti insieme. E questa squadra ha dimostrato di avere coesione, la 103 che va in campo guidata da un allenatore di altissimo livello, con dietro uno staff che comprende tutti. Ma siamo partiti da un gruppo di soci che ha fatto il massimo”

Ora il playoff con Rieti. “Spero sia un playoff breve, sarà interessante e con loro abbiamo un ottimo rapporto. Poi che vinca il migliore: in difesa non ci batte nessuno, quando riusciamo anche a far canestro non abbiamo paura di nessuno. E questo è un messaggio che giriamo anche al nostro amico Antonini: è convinto di venire a vincere a Bologna, speriamo di arrivarci”

L’accordo potrà portare a novità anche sul simbolo e altro? “Da cosa nasce cosa. Sono peculiarità chieste dalle norme federali, la Fortitudo stessa non può avere una sola società: perchè noi non siamo più la 103 e la Virtus non è la 102? Abbiamo altri codici, perchè purtroppo nel tempo sono succcesse certe cose. Serve una separazione tra la prima squadra e l’attività giovanile, altrimenti si rischia di perdere il patrimonio dei giocatori. Quello che è importante è che ci sia una unità di intenti, il voler fare un percorso insieme che dia vantaggi a tutte le realtà. Tutti sono Fortitudo, come dico a Bianchini, e tutti devono concorrere nel proprio ambito: il settore giovanile deve selezionare i ragazzi, e noi possiamo proporre uno sbocco non secondario per trovare una collocazione ai piani alti, o altre se si vorranno solo divertire. Quando sei in serie A è facile fare scouting di buoni giovani, i genitori si esaltano se sentono che il figlio può arrivarci, ma poi si deve fronteggiare la realtà. Con le regole sullo svincolo è necessario un percorso comune, per cui anche chi non è un fenomeno sappia dove andare. I ragazzi non sono merce di scambio, quindi è importante avere strutture condivise. Vedremo il futuro, intanto collaboriamo avendo chiara la necessità di rispettare i giovani senza usarli solo per il proprio interesse, questo non è lo spirito Fortitudo, quello che nasce in San Felice”

fonte BolognaBasket