La presentazione dell’accordo tra Fortitudo Pallacanestro 103 e SG Fortitudo, firmato in tempo reale durante la conferenza stampa.
Rossano Guerri – Ci fa piacere raccontare quello che stiamo facendo e le dinamiche del mondo Fortitudo. E’ qualcosa di molto emozionale, ho deciso di vivere questa esperienza perché ho visto in Matteo Gentilini la possibilità di rendere la Fortitudo una realtà libera e sportivamente di successo. Marco Calamai è una persona che mi ha coinvolto, Andrea Bianchini è il presidente di una realtà che ho vissuto tanto. La Furla è ambiente di grandi uomini visti nella mia infanzia, e qualche mese fa dopo aver deciso di iniziare questo progetto con Matteo ho pensato che dovevamo ripartire con un nuovo rapporto dopo che, in precedenza, c’era stata principalmente convivenza. Abbiamo avuto incontri, devo apprezzare il coraggio di Bianchini che ha accettato determinante situazioni, e di Gentilini che ha garantito protezione economica. Con l’accordo, la Fortitudo avrà il diritto del marchio per i prossimi 20 anni, a partire da oggi. E’ una sinergie per cui si troveranno ragazzi che potranno allenarsi in modo continuativo con la prima squadra, consci del sacrificio di dover studiare nel pomeriggio: Tosarelli allenerà una delle squadre di SG, il nostro capo allenatore dedicherà tempo per insegnare i fondamentali, qualcuno del nostro staff tecnico andrà a vedere le partire dei ragazzi per capire come migliorare. Senza concorrenza o fare a gara a chi è meglio, cercando di condividere tutti i momenti, anche quelli più difficili. Ringrazio Arletti, presidente della Academy, che ci ha dato una mano: nella prossima stagione non rientrerà nei piani tecnici.
La possibilità di vedere un giocatore delle giovanili in prima squadra? Il nostro primo obiettivo era creare una squadra competitiva, poi avere una campagna di abbonamenti con riscontri positivi, poi una importante valorizzazione del marchio Fortitudo per avvicinare più partners. Ma anche questo accordo, e avere risultati sportivi non sarà immediato anche se un ragazzo, Campomori, sembra promettente e potrà avere qualche minuto. Abbiamo poi preso un giocatore preso dalla B che pur non uscendo dal nostro vivaio lavorerà in SG e potrà affermarsi. A noi piacerebbe nei prossimi anni che 2-3 giocatori escano dai portici di Bologna e giochino in prima squadra. Abbiamo una foresteria e vedremo come utilizzarla, ma intanto fare ricerche su tutto il territorio. E’ più importante portare giocatori in serie A o avere buoni risultati a livello di giovanili? E’ questo che dovremo studiare, ma il primo obiettivo è creare uomini solidi che capiscano cosa significa questo percorso.
La Academy? Dovremo valutarne la governance, ci incontreremo con Arletti per decidere come continuare, valorizzando i parametri esistenti in questa che sarà una stagione intermedia.
Lo staff medico? Deve essere un punto di riferimento in totale autonomia. Ci siamo incontrati, Quadrelli rimarrà come nostro medico perché è una istituzione, ho parlato con Vincenzo Arcidiacono e Federico Spagnoli che ho avuto nella mia squadra, ho chiesto una mano ad Andrea Martini, ci piace l’idea di creare un gruppo competente e legato al mondo Fortitudo. Ci sarà collaborazione anche tra i preparatori.
Andrea Bianchini – E’ una storia iniziata mesi fa, Rossano mi spiegò che c’era un progetto e date di scadenza poco compatibili per avere tre squadre. Ma ce l’abbiamo fatta, mettendo nero su bianco i punti basilari dell’accordo. Intanto, noi diamo la disponibilità di dare alla prima squadra la possibilità di allenarsi in Furla, pur perdendo una nostra fonte certa di guadagno, perché questo significa riprendere un percorso interrotto durante l’era Seragnoli. Prima, la squadra viveva in Furla, gravitava in Furla, c’era interazione tra i ragazzini e i giocatori, ed è meravigliosa una foto che ho visto di Schull, non in tenuta da basket, che giocava con i ragazzi. Ne vale la pena, anche se non navighiamo nell’oro pur se qualcuno pensa diversamente. Poi, ci siamo resi disponibili per mettere in campo tre squadre giovanili volute dalla Fortitudo, perché saranno di aiuto alla prima squadra. Abbiamo quindi creato una struttura apposta per le squadre di Eccellenza: dirigenti, segreterie, fisioterapia, preparatori, staff medico, sinergie vere tra noi e la 103. In serie C giocherà la nostra Under19, forse con qualche senior aggregato, perché vogliamo che i giovani crescano. Il settore giovanile sarà nostro, non sarà una fusione con Academy che resta di proprietà del Consorzio: restiamo autonomi dal punto di vista tecnico e delle decisioni, ma creando una collaborazione utile per la crescita tecnica e personale dei nostri ragazzi.
Noi dobbiamo piano piano creare un polo giovanile che possa contrapporsi a quello della Virtus: le cose non si costruiscono dal nulla, ma abbiamo dei riscontri per cui si vede che stiamo diventando appetibili, e intanto far capire che siamo qualcosa di solido.
Le tre squadre che costruiremo? C’è una fase tecnica di cui si interesseranno gli allenatori, poi stiamo preparando tutta la documentazione per l’iscrizione ai campionati di Eccellenza. Abbiamo poi individuato un preparatore che seguirà tutte le squadre più quella di C, potenzieremo il nostro settore di fisioterapia, operativamente siamo già al 100%.
Marco Calamai – Tanti mesi fa Matteo Gentilini mi aveva chiesto di aiutarlo per essere messo in contatto con Guerri, ho raccolto l’assist pur restando dubbioso sulla possibilità che Rossano accettasse: si è dimostrato interessato, si sono piaciuti, e da qui si è partiti. Ed entrambi hanno subito manifestato interesse per il settore giovanile di SG e per cercare collaborazioni. Da quando ho lasciato la serie A ho sempre pensato di portare la mia squadra Over Limits in SG, perché ritengo non ci debbano essere ghettizzazioni, e l’allora presidente Tesini si è impegnato. Poi, ho sempre pensato fosse una eresia la presenza di due diverse Fortitudo: ho lavorato, ma se non ci fossero state queste aperture sarebbe rimasto tutto un sogno. Io da giocatore ho avuto un presidente speciale come il Cavalier Lucchini, e da allenatore un altro presidente speciale come Renato Palumbi, aggiungendo poi Tesini che mi diede l’incarico di far ripartire la SG con l’aiuto di Stefano Tedeschi e Dante Anconetani per ripartire dalla serie B. Allora feci il garante, forse per qualche mese di troppo, ma questa figura mi è rimasta addosso: se io vedo una squadra che gioca male non ho mai pensato che avrei allenato meglio, ma davanti a problemi mi sono sempre impegnato perché la sostenibilità della Fortitudo rimane un qualcosa di primario. La Fortitudo non vacillava, ma aveva bisogno di un supporto, ed ecco questo desiderio di accordo. Serve una squadra di serie A che faccia da vetrina, vorrei evitare fughe di giocatori che vanno a rinforzare altre città, e questo potrà far risparmiare un 40-50% alla 103. Non è possibile avere due Fortitudo negli stessi campionati, e finalmente torneremo a vivere tra palestra, bar, Paladozza, uscio e bottega. E magari la possibilità di vedere lì le trasferte.
Matteo Gentilini – Quando entrai in Fortitudo quattro anni fa ci fu una conferenza stampa in Furla con Bianchini e gli allora allenatore e presidente Dalmonte e Di Pisa. In questi anni si è parlato tanto ma non c’è mai stato un accordo, e ora finalmente ci si è arrivati. E avere per 20 anni il marchio è un plus molto importante.
fonte: bolognabasket

