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Alla S.G. Fortitudo il Collare d’oro, massima onorificenza del Coni

Lunedì la S.G. Fortitudo riceverà il Collare D’Oro al merito sportivo, la massima onorificenza concessa dal coni CONI, e riservata alle società sportive con un’anzianità di costituzione di almeno 100 anni e già in possesso della stella d’oro al merito sportivo.
Il Resto del Carlino,­ a firma Massimo Selleri, ­ ha intervistato il presidente di S.G. Fortitudo, Giancarlo Tesini.

Ecco le sue parole: “Il collare d’oro rappresenta un patrimonio non solo sportivo. Per ottenerlo bisogna essere in possesso della stella d’oro al merito sportivo e avere un’anzianità di oltre 100 anni. Nel nostro caso questa onorificenza premia l’aver lanciato realtà ad alto livello senza dimenticare le nostre radici. Le nostre sezioni pallacanestro e baseball si sono staccate quando il loro essere al vertice delle rispettive discipline richiedeva una totale autonomia, mentre altre come il tennistavolo sono rimaste legate a noi pur militando nelle massime categorie. Il baseball quest’anno si è laureato campione d’Italia e l’anno scorso ha vinto la Coppa dei Campioni, la pallacanestro ha vinto due scudetti, mentre noi abbiamo continuato nella nostra missione: educare i giovani attraverso lo sport. Quello che ci accomuna è lo spirito Fortitudo.

Che cosa significa? Attraverso lo sport è possibile insegnare al ragazzo che i risultati si ottengono attraverso l’impegno e il sacrificio ed è così che le nostre squadre hanno sempre affrontato i loro impegni: mettendoci una maggior voglia di vincere quando partivano sfavorite. Le difficoltà della vita si affrontano allo stesso modo, ecco perché la pratica sportiva ha una importante valenza educativa.

Chi è stato il miglior testimone di questo spirito? Ne abbiamo diversi. Per quanto riguarda la nostra città e la sua storia il più significativo è Angiolino Schiavio che da noi imparò l’abc del calcio prima di approdare al Bologna Calcio. Per noi fortitudini ­ invece ­l’icona è Gary Schull: un esempio di come la volontà e il sacrificio ti portino a superare quelli che sono i tuoi limiti.

Il periodo d’oro della S.G. Fortitudo? Dal punto di vista sportivo di sicuro gli anni in cui Giorgio Seragnoli è stato il proprietario di Fortitudo Pallacanestro, quando sotto le Due Torri sono arrivati grandi campioni e sono stati vinti due scudetti. Se penso alla nostra missione, invece, probabilmente è sempre il presente il nostro periodo migliore. Siamo in un periodo difficile dal punto di vista economico e sociale e noi riusciamo a garantire un buon servizio a tutti senza discriminazioni. Quello che ci manca sono gli spazi, ma cerchiamo di dare un buon servizio alle famiglie e ai ragazzi.

Il canonico Mariotti sarebbe soddisfatto del nostro lavoro? Non bisogna mai accontentarsi, per cui quello che posso dire è che il nostro impegno è animato dai valori del cristianesimo e vuole esserne un veicolo. Le diverse sezioni lavorano senza nessun tipo di discriminazione, ma cercando di accogliere tutti coloro che sono disposti a partecipare ad un progetto educativo. Anche questo fa parte del nostro patrimonio sportivo e anche per questo abbiamo ricevuto il collare d’oro.

I nostri prossimi traguardi? Quelli di sempre. Abbiamo diversi fiori all’occhiello che ci tengono sempre vivi. Penso al lavoro che Marco Calamai sta svolgendo coi ragazzi disabili: i suoi risultati vanno oltre il semplice apprendimento della pallacanestro, ma sono apprezzabili anche nel loro quotidiano. La sfide educative cambiano, ma non si esauriscono mai.